32-No al quadro di (Sant’)Ambrogio…


NO AL QUADRO CHE RAFFIGURA (SANT’)AMBROGIO A CAVALLO CON LA FRUSTA IN MANO NELLA SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI MILANO

per i seguenti motivi:

  • il comune di Milano dovrebbe essere espressione di tutti i cittadini e non solo dei cattolici. Che si riprendano questo quadro e lo espongano pure nelle loro chiese !
  • il salone del consiglio comunale di Milano non è una chiesa ma sede di riunione degli eletti dai cittadini milanesi i quali aderiscono a decine di fedi religiose diverse e molti sono atei o agnostici
  • per simboleggiare la milanesità sarebbe meglio un quadro delle 5 giornate del 1848, quando tutti i milanesi, tranne poche spie, combatterono compatti per la libertà della città dall’oppressione straniera (circa 500 milanesi morti)
  • la verità è che l’affissione di questo quadro è stata solo frutto di un miserabile compromesso per tacitare gli ultras filo-crocifisso di Lega Nord e PDL. Mentre in tutti gli altri consigli comunali controllati  dal centro-destra subito è stato inchiodato al muro il crocifisso, a Milano si è optato per un quadro con un santo!

CIRCOLO CULTURALE GIORDANO BRUNO DI MILANO-VIA DE AMICIS 17
http://www.giordanobrunomi.wordpress.com

(prima pubblicazione nel sito in gennaio 2013)

Questo appello è stato reiterato più volte, anche dopo il trasferimento nell’attuale sede presso la Casa Rossa, in via Monte Lungo 2, Milano. Ora lo proponiamo in una pagina sua, aggiungendovi le adesioni che ha ricevuto, gli sviluppi della vicenda, le e-mail inviate e le risposte ricevute: nell’ordine cronologico dal basso verso l’alto.

***

L’Avvocato Lelio De Zan ha inviato l’8 dicembre 2014, su mandato del responsabile del Circolo Pierino Marazzani, la seguente lettera a:

Sindaco del Comune di Milano, Giuliano Pisapia,

anticipata via posta elettronica a “sindaco.pisapia@comune.milano.it”

Vice Sindaco di Milano Dott.ssa Ada Lucia De Cesaris Via G. B. Pirelli 39 20124 Milano

anticipata via posta elettronica ad “assessore.decesaris@comune.milano.it”

Assessore alla cultura Prof. Filippo De Corno

via posta elettronica ad “assessore.delcorno@comune.milano.it”

Assessore alle politiche sociali Dott. Pierfrancesco Majorino

via posta elettronica ad “assessore.majorino@comune.milano.it”

Presidente del Consiglio Comunale Dott. Basilio Rizzo

Via posta elettronica a “presidentecc@comune.milano.it”

testo:

Rimozione del dipinto “Sant’Ambrogio a cavallo scaccia gli Eretici” .

Ricevo mandato dal dott. Giovanni Pierino Marazzani, quale Presidente e rappresentante del Circolo Culturale “Giordano Bruno” di Milano, con sede alla via Monte Lungo 2, per significare quanto segue.

All’interno dell’’Aula Consiliare di Palazzo Marino, sulla parete centrale retrostante allo scranno presidenziale, è esposto il grande quadro dal titolo “Sant’Ambrogio a Cavallo scaccia gli eretici” (secondo altre scuole, il titolo è “Ambrogio che sconfigge gli Ariani”).

Il quadro, dipinto da Giovanni Ambrogio Figino nel 1591, rappresenta Sant’Ambrogio che, con un flagello in mano, monta un cavallo bianco con le zampe anteriori alzate e si abbatte come un fulmine sugli avversari del Vescovo, che sono poi i nemici della Chiesa.

Una violenta immagine equestre del Vescovo Ambrogio, che, agitando una temibile frustra, con furia quieta calpesta, sconfigge e travolge le truppe ariane.

Si tratta dunque di un’opera che esprime, con fredda ferocia neoclassica, un potente simbolo della persecuzione attiva e violenta contro gli Eretici del tempo.

Fu la Giunta Moratti a decidere di esporre il dipinto nella Sala Consiliare e porlo alle spalle del Presidente del Consiglio Comunale, come unico quadro di tutta la Sala; nello stesso sito del Comune di Milano si legge che la tela “domina l’Aula consiliare di Palazzo Marino”.

L’ostensione del quadro proprio nella Sala Consiliare si pone in contrasto con il principio costituzionale della laicità dello Stato italiano: il Comune di Milano dovrebbe essere espressione di tutti i cittadini e non solo dei cattolici. Il salone del consiglio comunale non è una chiesa ma è sede di riunione degli eletti dai cittadini, ossia consesso civico per eccellenza, cittadini peraltro aderenti a varie religioni, ovvero atei o agnostici.

I membri del Circolo Culturale Giordano Bruno di Milano si ritengono profondamenti offesi, ingiuriati e minacciati dall’esposizione della tela in esame in un consesso pubblico, sia in forza del titolo del quadro stesso, sia per il tema del quadro (l’esaltazione del calpestamento degli Eretici), che per lo strumento di tortura utilizzato, ovvero un arnese atto a provocare dolore e ferite.

Da notare che anche la Provincia di Milano ha esposto una statua che rappresenta Sant’Ambrogio, tuttavia non a cavallo per calpestare gli eretici, privo della frustra e senza l’esposizione del titolo dell’opera.

Il dipinto, già definito “crudele” dall’enciclopedia Treccani, sia nel titolo che nel tema reca un’offesa agli “eretici” di oggi, ossia gli atei, apostati, agnostici; gli odierni “bruniani” sono appunto equiparabili agli eretici calpestati da Ambrogio e che invece non possono di certo essere perseguitati e scacciati da alcuno, nemmeno in forma simbolica o di minaccia.

Il quadro contiene l’immagine dell’impiego attivo della frusta, strumento di tortura e di pena corporale, in tutto e per tutto conservato uguale al museo di Criminologia di Roma appartenente al Ministero della Giustizia.

Taluni arrivano a ipotizzare l’apologia del reato di tortura o maltrattamento verso animali, ovvero, interpretando l’agitazione dello scudiscio nella mano destra del Santo come una minaccia generica rivolta ai suoi nemici (sia come idee che come individui), l’apologia del reato di minacce con simboli (ex art. 339 cp).

In effetti, tale violenta immagine si concreta in una rievocazione pubblica di un episodio criminoso, aumentando potenzialmente la possibilità che gli stessi vengano commessi in un futuro più o meno prossimo.

Inoltre, l’esposizione di tale pregiato olio su tela del XVI secolo, in quel salone, costituisce un pericolo per il dipinto stesso, che potrebbe subire deterioramenti o danneggiamenti (al palazzo della Provincia di Milano una tela d’epoca è stata bucata da un tappo di bottiglia di spumante durante festeggiamenti natalizi; i consigli comunali, come noto, talvolta degenerano in risse e tumulti con chiamata di carabinieri armati cui possono scappare colpi d’ama da fuoco).

Oltretutto, l’esposizione del dipinto è diseducativa anche per le scolaresche che sono condotte a visitare la Sala consiliare.

Il Comune, in nome della laicità dello Stato, dovrebbe esporre – in un consesso politico tanto importante – un quadro che sia espressione di alti valori civici e di tutti i Milanesi, come ad esempio un dipinto rievocativo delle 5 giornate di Milano del 1848.

Invece, il quadro de quo troverebbe una più consona estensione dentro qualche chiesa (si ricordi che il Figino lo dipinse per la Cappella del Collegio dei Mercanti, che era nel Museo d’arte antica di Milano).

L’esposizione di tale pregiato olio su tela del XVI secolo, in quella Sala costituisce oltretutto un pericolo per il dipinto stesso, che potrebbe essere deteriorato o nuovamente ed irrimediabilmente danneggiato (si ricordi che durante un recente banchetto, la tela è stata bucata dal tappo di una bottiglia di spumante).

Se proprio i rappresentanti del Comune desiderano un quadro di Sant’Ambrogio nel salone, possono farne una copia contemporanea – ovviamente senza fruste o altri oggetti che costituiscano minaccia od offesa per alcuno e senza le zampe del cavallo indirizzate minacciosamente verso gli “infedeli” – il cui eventuale danneggiamento non costituirebbe un danno al patrimonio storico-artistico.

Per quanto sopra esposto, il Circolo Culturale Giordano Bruno di Milano, legittimo e unico rappresentante degli eretici e apostati di Milano, chiede – mio tramite – che il dipinto ritorni nelle civiche raccolte d’arte dove si trovava prima ed ove ne sarebbe meglio garantita la conservazione, o che comunque venga promossa ogni azione idonea alla rimozione di tale crudele e irrispettoso quadro dalla Sala Consiliare del Comune di Milano.

In difetto, qualora la presente richiesta non venga positivamente accolta, sarà intenzione del Circolo Culturale Giordano Bruno e dei suoi associati procedere alla tutela giudiziale dei propri diritti ed interessi diffusi.

Auspicando un positivo riscontro nell’ottica di addivenire ad una soluzione bonaria della controversia, invio cordiali saluti.

Avv. Lelio De Zan

***

Agli inizi di marzo 2014 Pierino Marazzani ha scritto questa e-mail alla Federazione di Milano di Rifondazione Comunista:

Cari compagni,
il Circolo Culturale Giordano Bruno, di cui sono presidente, segnala la presenza di un quadro con uno strumento di tortura in mano nella sala del consiglio comunale di Milano.

Poiché da sempre il nostro partito è impegnato nel segnalare le sevizie poliziesche auspico che prenda posizione per la rimozione del dipinto.

Vi è poi una questione di laicità delle istituzioni.

In ogni caso mi sembra più adatto come simbolo della milanesità un quadro sulle 5 giornate di Milano in cui morirono 500 milanesi tra cui 50 donne.

Grazie, saluti
dott. Marazzani Pierino, presidente del circolo culturale Giordano Bruno di Milano
iscritto al prc dal 1990

il giorno 6 marzo 2014 è pervenuta questa e-mail di risposta:

Caro Compagno

i  compagni che lavorano negli uffici ci suggeriscono che sarebbe utile fare una raccolta firme da parte dei cittadini per sensibilizzarli della presenza di questo quadro, da sottoporre poi al Presidente del Consiglio per farsi promotore per togliere il quadro.

Cordiali saluti

firmato: un nome femminile

alla quale Pierino Marazzani rispondeva lo stesso giorno così:

Cari compagni,

grazie per i  consigli ma comunque chiedo una  presa di posizione motivata e scritta.

Come tesserato al prc è mio diritto averla poiché questa è la federazione di Milano ed il partito è presente nel consiglio comunale di Milano.

Come simbolo della milanesità vi va bene che sia stato scelto sant’Ambrogio a cavallo con frusta che calpesta gli eretici?

Alla provincia di Milano si è scelto di collocare una sua statua senza frusta nel cortile e non nella sala del consiglio!

La cosa ha un significato politico-religioso completamente diverso!

In mancanza mi vedrò costretto a ricorrere ai probiviri.

Saluti e grazie

***

Il 27 dicembre 2013 Pierino Marazzani ha scritto questa e-mail alla signora A.S. del Comune di Milano:

Sollecitiamo rimozione di tale crudele quadro

grazie, saluti

dott. Marazzani Pierino, presidente Circolo Culturale Giordano Bruno di Milano

ps. sostituirlo con un quadro delle 5 giornate di Milano

la risposta è pervenuta lo stesso giorno:

Concordo, caro Pierino, ma non mi farei illusioni sul rimuovere tale immagine.

Primo: perchè fa parte di una iconografia storica che, simile a quella di  “Sant’Iago matamoros”, legittima il potere politico attraverso un intervento “divino”.

Secondo: perchè questa giunta è troppo condizionata dai cattolici delle diverse sfumature per anche solo pensare di prendere un’iniziativa del genere che giustamente proponi tu!

Sempre disponibile in difesa della laicità!

A.S.

***

L’8 dicembre 2013 veniva inviata questa e-mail a C. B., dei radicali:

Cari compagni radicali,

sollecito Vostro autorevole intervento contro questa scandalosa violazione laicità dello Stato. Oltretutto il quadro costituisce un’evidente apologia di reato eccitando a scacciare a frustate gli “eretici”. Si ravvisa anche un evidente reato di “minaccia con simboli” sempre contro gli eretici cioè noi bruniani.

E’ stata poi inviata sia denuncia alla Procura della Repubblica che alla Sovrintendenza per i Beni Culturali.

I consigli comunali sono ogni giorno teatro di risse e tumulti per cui vi è un concreto pericolo per questo dipinto d’epoca.

Salutissimi e grazie

lo stesso giorno perveniva l’e-mail di risposta

Caro Pierino,

l’attuale Segreteria di Radicali Milano non ritiene la presenza del dipinto del Figini una violazione alla laicità dello Stato di primaria e rilevante importanza, Le faccio notare, come saprà, che anche sul Gonfalone della Città appare Ambrogio con lo scudiscio…

Grazie comunque per la segnalazione

C.B.

Segretario “Enzo Tortora-Radicali Miano”

Comitato Nazionale di Radicali Italiani

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2 risposte a “32-No al quadro di (Sant’)Ambrogio…

  1. Pingback: No al quadro di Sant’Ambrogio a cavallo nella sala del consiglio comunale di Milano | Circolo Culturale “Giordano Bruno”-Milano | Jàdawin di Atheia

  2. La contrarietà del Circolo Giordano Bruno alla esposizione di questo quadro raffigurante sant’Ambrogio che frusta gli eretici suscita, in me ateista, perplessità. Il quadro, infatti, mostra l’intolleranza dei religiosi, torna a loro disdoro, dovrebbero essere loro a disvolere la memoria del fatto ! In un certo senso, è l’opposto del crocefisso. Perché io sono contrario all’esposizione del crocefisso? Dire “perché è simbolo di un’ideologia che tu non condividi” mi sembra riduttivo; andrebbe bene, che so, di fronte alla Trinità di Masaccio. Il motivo della contrarietà all’esposizione del crocefisso (per me, per gli altri non so: forse a livello non consapevole? ) è specifico e profondo: il crocefisso raffigura una persona indifesa gravemente sofferente; questa sofferenza, stante l’impulso umano alla com-passione, alla sim-patia, suscita ampia disposizione favorevole verso la persona raffigurata (che pure non è stata l’unica a subire un così duro supplizio); questo favore viene invece accreditato dai cristiani a superlatività del loro maestro e del suo messaggio (superlatività che, alla stregua del racconto evangelico, a me appare un preconcetto, un abbaglio, un’illusione).

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