29-Recensioni di opere con prima edizione nel 2017


Recensioni di opere con prima edizione nel 2017

Giorgio Cosmacini
Elogio della materia
(Per una storia ideologica della medicina)
EDRA, Milano, 2016, pagine 142, euro19,90

Fin dall’antichità greco-romana si riscontra una “sfida materialistica” ispirata da Epicuro e ripresa in campo medico da Temisone di Laodicea. Una visione materialistica delle malattie favorì il termalismo, la costruzione di acquedotti e fognature con finalità igienico-sanitarie. Ma anche in epoca contemporanea nei gabinetti di fisica, fisiologia, chimica e biologia i ricercatori sono materialisti di fatto ancor prima di esserlo concettualmente. Il testo contiene riferimenti all’ “ateismo greco” il cui pensiero naturalistico vide primeggiare Democrito, Anassagora, Eraclito, Empedocle ma soprattutto il citato Epicuro: l’etica di questo filosofo muove dunque non dalla sovrannatura ma dalla natura, studiata con metodo e diligenza.

In epoca ellenistica si sviluppò soprattutto ad Alessandria d’Egitto una vera e propria rivoluzione scientifica, purtroppo in gran parte dimenticata e disprezzata nei secoli bui medievali. In quegli anni di regresso la religione cattolica propagò un ideologia anti-igienista combattendo l’usanza dei bagni, sia pubblici che privati ed anzi, al contrario, è provato come l’Inquisizione considerasse il fare troppi bagni come un segno di sospetta eresia.

La rinascita della cultura e della scienza fu possibile a partire dal Rinascimento anche per gli apporti dell’ebraismo e dell’islamismo. Gli umanisti riscoprirono sepolti in remote abbazie molti testi scientifici antichi tra cui il “De rerum natura” di Lucrezio, recentemente ripresentato e positivamente commentato dal professor Odifreddi. Infatti “quasi tutti i principi fondamentali dell’opera erano inammissibili per la rigida ortodossia cristiana”.

Il testo ricorda anche le figure dei martiri del Libero Pensiero: Giordano Bruno messo al rogo nel 1600 “per la sua eretica visione del mondo” e Giulio Cesare Vanini, arrostito previa tortura nel 1619, “per la sua demistificazione di una religione asservita al lucro e al potere”. L’Autore commenta con dure parole “la feroce reazione chiesastica” da cui si salvò l’anonimo estensore del “Trattato dei tre impostori”. Si contempla anche un altro testo anonimo seicentesco d’importanza fondamentale in quanto affrontava in termini materialistici la polemica contro la Chiesa e le religioni, il “Theophrastus redivivus”.

Per il Settecento si pongono in evidenza i testi del medico e filosofo francese La Mettrie che esprimevano una “naturalizzazione dell’anima”: erano testi sacrileghi, materialisti ed atei.

Nell’Ottocento si segnala fra gli altri materialisti il chimico Stanislao Cannizzaro che parlò di teocrazia medievale tiranna tendente a perpetuare il suo “malefico influsso” in una Italia “coperta di frati e gesuiti”.

Ma ovviamente i materialisti ottocenteschi più famosi con un diverso grado di anti-teismo sono Darwin e Marx: il primo dimostrò plausibile una teoria unitaria dei fenomeni evolutivi della materia vivente indipendente da ogni onnipotenza divina. Il secondo fonda il materialismo storico e dialettico, del tutto alieno dai misteri della Chiesa, e di ogni altra religione o Chiesa.

Il testo cita anche il premio Nobel per la Medicina Camillo Golgi, noto per le sue coerenti idealità agnostiche che lo spinsero a rifiutare in punto di morte ogni sacramento e il funerale religioso.

In epoca contemporanea la materia vivente è riletta in chiave biochimica e biofisica. In conclusione l’Autore si sente autorizzato a pronunciare un elogio della materia da cui è composta la natura contro il suo soffocamento con ogni presunta sovrannatura.

Pierino Marazzani, maggio 2017

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Gaetano Pecora
Carlo Rosselli, socialista e liberale
(Bilancio critico di un grande italiano)
Donzelli editore, Roma, 2017, pagine 224, euro 19,00

Complesso libro di analisi storica centrato sul nesso fra socialismo e libertà con importanti riferimenti laicisti. Si cita uno scritto di Rosselli in cui dichiara di volere “la distruzione di tutto il meccanismo oppressore della vecchia Italia; del sistema capitalistico, dello statalismo e del militarismo, dell’organizzazione cattolica e della monarchia; della servilità dei costumi e della superficialità delle idee”.

Giustamente Rosselli identificava nella gerarchia clericale e nelle sue teologie antiscientifiche uno dei principali ostacoli al progresso sociale, morale e civile dell’Italia.

Su questo importante pensiero di Rosselli l’Autore scrive questo acuto commento: “Come dire, dunque, che per sconfiggere ad esempio l’organizzazione giuridica e politica della Chiesa Cattolica bisognava necessariamente combatterne la superficialità delle idee. E va bene. Sia pure così”.

Il testo riporta passi di un articolo di Rosselli del 1932 in cui si denunciano i legami tra movimenti politici reazionari e una “religione nazionalistica, ancora fortissima in tutti i Paesi, e che l’educazione fascista accuratamente fomenta”.

In scritti di Rosselli del 1935 si ritrova la teorizzazione di una indispensabile “per i reazionari, e dunque anche per la gente di Chiesa, contrazione di diritti e quella riduzione di libertà” che fu criticata da Salvemini, assertore di un laicismo meno drastico.

Del resto chi aveva foraggiato il fascismo coprendone i mostruosi crimini? Il Vaticano, la monarchia, gli agrari e molti grossi industriali ed è quindi comprensibile il ragionamento di Rosselli.

Il libro ricorda anche le ingiuste e perfide critiche di Togliatti e Grieco contro Rosselli, frutto del più bieco settarismo, cui invece egli rispose con garbo citando Paul Louis Courier.

Pierino Marazzani, settembre 2017

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Mimmo Franzinelli
Il tribunale del Duce
(La giustizia fascista e le sue vittime 1927-1943)
Mondadori, Milano, 2017, pagine 303, euro 22,00

Ampio testo storico frutto di approfondite ricerche archivistiche che riconfermano gli stretti legami fra la Chiesa Cattolica e il regime fascista:
– il giudice Umberto Bottone (Roma,1888) fu un ardente cattolico fascista tanto da comporre inni come la “Preghiera del Legionario”. Aderì alla Repubblica di Salò, compose addirittura l’ “Inno delle SS italiane” e ciononostante fu accettato come assiduo collaboratore a “L’Osservatore Romano” dal 1947 al 1965
– si citano allocuzioni di Pio XI in cui si condannano gli attentati contro Mussolini. Ma la Chiesa non ha sempre giustificato l’assassinio dei despoti? Evidentemente le sue ipocrite argomentazioni valgono solo per i tiranni anti-cattolici!
– tramite la sua longa manus democristiana e la dabbenaggine di noti alti esponenti della sinistra la Chiesa fece amnistiare e riciclare ogni sorta di aguzzini e spie fasciste. Nel libro sono riportati una decina di esempi, uno più sconcertante dell’altro! Un preside-delatore di Catania, dopo essere stato confinato dal governo militare alleato nel 1945, fu reinsediato dal ministro dell’Istruzione democristiano nel 1949
– un paragrafo è significativamente intitolato “La farsa dell’epurazione” che, grazie l’amnistia De Gasperi-Togliatti, liquida nell’estate del 1946 quasi ogni crimine fascista. Ciro Verdiani, ex capo zona dell’OVRA di Zagabria, è fatto addirittura questore di Roma. Carlo Fallace, sostituto procuratore generale del Tribunale Speciale Fascista nel periodo 1927-1943 “prosegue una brillante carriera, passando dalla magistratura politica a quella con le stellette”.

Ma è soprattutto a proposito del “Caso Cristini”, unico in vita nel 1945 dei tre presidenti del Tribunale speciale fascista, che l’Autore sottolinea le connivenze filofasciste di De Gasperi: “Al solito De Gasperi ha promesso e…rinviato. Dopo una decina di giorni De Gasperi e il commissario Gullo (comunista) e Scelba (democristiano) partoriscono una circolare interpretativa dell’Amnistia: diramata alla magistratura si dimostrò inutile”.

Dopo due anni di latitanza Guido Cristini “si gode le ricchezze accumulate all’ombra del regime”.

Ci si limitò a radiarlo dalla magistratura, a privarlo per 10 anni dei diritti elettorali attivi e passivi e a interdirlo dalla professione forense.

L’autore nota con rammarico come talune pene inflitte dal Tribunale Speciale Fascista, spese di giudizio comprese, siano state addirittura riconfermate a danno degli antifascisti anche dopo il 25 aprile: “Per quanto appaia incredibile in una democrazia, i condannati dal Tribunale Speciale sono trattati come dei sovversivi che si meritano le pene loro inflitte”.

Anche questo libro documenta le crudeli sevizie inflitte in carceri e questure agli inquisiti dal Tribunale Speciale. Ovviamente i cappellani carcerari, della Polizia di Stato e della Milizia fascista non si accorsero mai di nulla! Franzinelli così scrive: “Ogni gruppo di oppositori è infiltrato da doppiogiochisti, e include elementi fragili che, perché ricattati o torturati, rivelano agli inquirenti preziose notizie”.

Il testo riporta anche alcune vicende interessanti da un punto di vista laicista:
– il crudele giudice fascista Guido Cristini, durante il processo ai presunti complici dell’attentato Zamboni contro Mussolini del 1926, “incalza il padre di Anteo con domande estranee all’imputazione e lo accusa persino di aver voluto chiamare Ateo il figlio minore Anteo”;
– il fante cesenate Filippo Gasperoni è arrestato nel 1933 per insulti al Duce e alla Chiesa: “Tutti i preti, compreso il pontefice, non fanno che rubare denaro alla povera gente”;
– la sarta vercellese Iside Viana, durante la sua detenzione in quanto condannata per antifascismo dal Tribunale speciale, fu criticata dalle compagne detenute anche “per partecipazione alle cerimonie religiose”.

Pierino Marazzani, ottobre 2017

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